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Tecniche di copywriting SEO: di che si tratta?

DAI PRIMI SITI WEB AD OGGI: LO SCOPO DELLE TECNICHE DI COPYWRITING SEO

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Sono trascorsi ormai 17 anni dalla pubblicazione, nel 1991, del primo sito web e attualmente i siti internet presenti sulla rete hanno superato il miliardo: una quantità che all’inizio deve essere parsa inimmaginabile, segno del grande successo di questa innovazione tecnologica di cui, oggigiorno, non è quasi possibile fare a meno. A differenza dei primi siti web, semplici pagine scritte in HTML o statiche “vetrine” tramite le quali non era possibile un’interazione, ora un sito, se è realizzato secondo i criteri di una corretta strategia di web marketing, è considerato un ottimo strumento aziendale per arrivare agli utenti/clienti ed offrire loro informazioni, servizi e prodotti. La maggior parte delle persone, infatti, considera ormai i motori di ricerca del web (Google è il più noto tra questi) il miglior mezzo per informarsi su qualsiasi cosa. Ma tra tanti siti internet, come si fa a far “emergere” il proprio nei motori di ricerca, nel momento in cui ad un utente occorre qualcosa? A tale scopo, nella realizzazione di un sito, è fondamentale applicare le giuste tecniche di copywriting SEO secondo le quali ogni argomento da approfondire va analizzato identificando:

  • gli scopi della ricerca;
  • più sinonimi della parola chiave che l’utente potrebbe scrivere;
  • varie caratteristiche che si possono associare alla parola chiave (prezzo, destinazione d’uso, destinatario).

COME FUNZIONANO LE TECNICHE DI COPYWRITING SEO?

Chi si occupa di costruire e sviluppare siti web, per far sì che il loro posizionamento sia “alto” nei motori di ricerca, dovrà innanzi tutto effettuare un lavoro di analisi. La prima valutazione è sul soggetto, sull’attività o sul prodotto di cui parla il sito in questione: in base a questa, si dovranno rintracciare una serie di “parole chiave” che lo identificano e lo riguardano. Tra queste si dovrà individuare, quindi, quale tipo di ricerca o interrogazione (query) potrebbe portare un utente del web all’informazione o al servizio offerto dal nostro sito, ovvero quali parole scriverebbe su Google per arrivare proprio a noi. Anche fatta questa selezione, naturalmente, si potrebbe giungere a combinazioni di parole chiave piuttosto generiche, che riguardano tanti altri siti web che offrono informazioni simili al nostro. Per questo motivo l’analisi SEO deve essere affinata sempre di più, fino a redigere un elenco di combinazioni di parole chiave, tra cui una – la più utile al nostro scopo a livello statistico – sarà quella “primaria” e le altre “secondarie”.

In base agli accordi presi con chi commissiona lo sviluppo del sito web, si stabilirà il numero di pagine di cui sarà composto e, se prevista una sezione blog, si redigerà il piano editoriale (con evidenziate le parole chiave da utilizzare) da seguire con cadenza regolare, per integrare i contenuti del sito ed indicizzarlo sempre meglio nei motori di ricerca. Il SEO copywriter o copy è proprio la figura che si occupa di scrivere testi gradevoli e corretti formalmente – perché si deve sempre ricordare che si sta scrivendo, in ultima analisi, per le esigenze dell’utente – ma che non perdano mai di vista le fondamentali tecniche di copywriting SEO.

 

TECNICHE DI COPYWRITING SEO, ECCO QUALCHE REGOLA BASE

Vediamo quali sono alcuni punti fondamentali da tenere presenti in generale per mettere in pratica le tecniche di copywriting SEO:

  • Non si dovrebbe inserire troppo testo nel titolo o “titletag”. Nella homepage può essere utile mettere in evidenza nel titolo il nome del sito (del personaggio, dell’azienda, del prodotto, del marchio ecc…), ma inserire in tutti i titletag del sito il nome del brand, ad esempio, è sbagliato e non produce gli effetti desiderati;
  • Il numero di battute all’interno dell’articolo dovrebbe essere compreso tra le 600 e le 1.500 parole;
  • Ogni articolo previsto per ogni pagina del sito dovrebbe avere un titolo, che riporta la parola chiave o “keyword” primaria, dovrebbe essere suddiviso in paragrafi che devono riportare ciascuno un titoletto contenente, se possibile, la keyword primaria e la cui lunghezza dovrebbe essere di circa 150 parole. In genere si parla di “tag di intestazione” con riferimento alle keyword presenti nei titoli e si suddividono titoli e titoletti con le sigle H1, h2, h3, dove “h” sta per header;
  • Il testo, quindi, dovrebbe riportare con una certa continuità la keyword primaria e le keyword secondarie, non perdendo, però, di vista una scrittura scorrevole e mantenendo una buona la leggibilità da parte dell’utente; perciò sarà utile ricorrere a sinonimi della keyword primaria. La keyword primaria, inoltre, dovrebbe essere evidenziata in grassetto in tutte le sue ripetizioni;
  • Quando il testo e l’argomento lo consentono, è ottimale organizzare parte dei contenuti in elenchi puntati o “bullet point” ed inserire link esterni, per permettere all’utente di approfondire l’argomento trattato (fonti ufficiali, siti di enti, link autorevoli in materia) e interni quando si sta citando un argomento sul quale si può leggere qualche notizia in più su un’altra pagina del sito;
  • In alcuni casi, a seconda della tipologia di sito (ad esempio siti di notizie, blog di taglio giornalistico o magazine editoriali), si può inserire un long form, un articolo molto denso di testo, strutturato come una sorta di mini-guida;

La keyword density ideale dovrebbe essere di circa 2.50% ed uno degli strumenti gratuiti messi a disposizione sul web per verificarla è SEO Book, che consente una valutazione qualitativa del testo in ottica SEO.