86-90 Paul Street, London, EC2A 4NE
+44 (0) 203 5293706
Ottimizzazione nei motori di ricerca: qualcosa sta cambiando

È ormai dagli anni ’90 che si parla di SEO, ovvero di ottimizzazione di contenuti sul web per i motori di ricerca; le regole di questa strategia sono cambiate e si sono sviluppate nel tempo, ma ci si è chiesti se sia destinata a rimanere l’unica possibilità di posizionamento di un contenuto sul web anche in futuro. Una tendenza che si è notata è quella dei motori di ricerca, in particolare di Google, ad orientarsi sempre più verso una risposta definitiva alle ricerche, ad esempio introducendo ed arricchendo gli snippet in primo piano – lo snippet è “l’anteprima” visualizzata sui risultati di Google (Bing, Yahoo, etc…) quando facciamo una qualsiasi ricerca, composto da titolo, descrizione e url del sito – ed i knowledge graph – che associano alle parole cercate un oggetto, primo passo compiuto da Google verso una ricerca semantica. Si intuisce da strumenti innovativi come questi che lo scopo di Google è sempre più quello di fornire all’utente una risposta a una query senza che abbia necessità di cliccare su un altro sito web.

AEO - Answer Engine Optimization: la crescita della ricerca vocale

L’autorità di dominio, il tradizionale indicatore di credibilità in SEO, sta ora cedendo il passo all’autorità del marchio poiché Google è sempre più in grado di determinare la reputazione di un marchio da citazioni, recensioni e altri indicatori che non richiedono un collegamento. La “brand authority” è una misura della credibilità che un marchio ha agli occhi di Google.

Ci sono due esperti del settore che ultimamente hanno detto la loro riguardo alla crescita della AEO. Chee Lo, responsabile SEO di Trustpilot, sito web che pubblica recensioni per il business online e Jason Barnard, consulente per le strategie marketing tramite i motori di ricerca, riconosciuto come esperto in SEO soprattutto grazie alla sua attività con Kalicube.pro (basato su un algoritmo che misura l’autorità dei marchi), hanno confermato che l’ottimizzazione dei motori di ricerca non è più l’unica strada percorribile ed hanno spiegato che un nuovo strumento da non sottovalutare è la “ricerca vocale”, la quale sta trasformando i motori di ricerca in “motori di risposta”. D’altronde alcune statistiche illustrano bene lo slancio che sta avendo la ricerca vocale: solo nel Regno Unito, il 42% della popolazione utilizza la ricerca vocale su base giornaliera, rispetto al 25% di quattro anni fa.

Ottimizzazione del motore di risposta: quali sono le prospettive?

I professionisti del settore della ricerca online sono ancora divisi sulla possibilità o meno di applicare una vera strategia per ottimizzare la ricerca vocale ma ciò che rimane evidente a tutti è che la AEO consiste in uno step successivo della SEO, che rimarrà comunque fondamentale. Jason Barnard ha sottolineato che, se Google deve dare una risposta specifica, ha ancora bisogno, per essere efficace, di informazioni molto specifiche e dettagliate nella richiesta. Chee Lo, d’altro canto, ha sottolineato che sia per AEO che per SEO è fondamentale da parte dei brand comunicare bene in cosa consiste la propria attività ed essere sempre credibili.

Intanto sappiamo che i dispositivi a comando vocale diventeranno sempre più diffusi ed i marchi saranno presenti su questi grazie all’ottimizzazione dei motori di risposta. Apple e Facebook, infatti, hanno lanciato sul mercato ciascuno i propri dispositivi a comando vocale per la casa intelligente: l’Apple HomePod e il Portal, un altoparlante per la casa intelligente con uno schermo. Mentre Google e Amazon si sono mostrati aperti all’idea di riversare le loro potenzialità sulla tecnologia di hub di casa intelligente controllata dalla voce, con Amazon che spinge la sua popolare gamma di dispositivi Amazon Echo e Google annuncia grandi sviluppi per Google Home.

Tramite l’ottimizzazione del motore di risposta, un brand può raggiungere alcuni immediati successi:

  • comunicare utilizzando l’HTML5 semantico e il markup dei dati strutturati;
  • garantire che le informazioni fornite siano verificate da terze parti fidate;
  • migliorare la propria credibilità attraverso menzioni, link e recensioni su piattaforme dei social media, siti ad alto traffico, siti autorevoli, siti di recensioni, siti sui marchi di nicchia rilevanti.

Vediamo come funziona la AEO

Per un brand sarà sempre più importante fornire informazioni molto accurate e specifiche sulla propria identità e attività; due potenti strumenti che è possibile utilizzare per ottenere questo scopo sono il codice HTML5 semantico e il markup dei dati strutturati.

  • L’HTML5 semantico funziona dividendo una pagina in sezioni e ciascuna sezione ha un ruolo specifico: Google distingue le sezioni alle quali fare attenzione e quelle da ignorare;
  • Il markup di Schema.org non sostituisce la codifica HTML e funziona in congiunzione con essa; è stato sviluppato da Google, Microsoft, Yahoo! e Yandex come linguaggio universale per aiutare i motori di ricerca a capire i contenuti e si differenziano in microdati, RDFa e JSON-LD.

Inoltre, ai fini della AEO, diventano basilari le recensioni del brand presenti online, che devono essere positive, ed il fatto di essere menzionati da una fonte attendibile, anche aggiungendosi da soli su WikiData e Crunchbase, un database di aziende innovative o ottenendo una menzione positiva della propria attività su un sito web pertinente alla propria nicchia e non necessariamente di popolarità planetaria.

In questa fase in cui Google fa ancora fatica a “comprendere” i marchi, se si riesce a far capire a il proprio ci si può trovare in una posizione di grande vantaggio.